Pagina Iniziale Link Utili Contattaci
Sito Ufficiale - Roma
Ordine Libanese Maronita
Ordine Libanese maronita: un ordine proveniente dal Libano facendo parte della chiesa cattolica orientale, di tradizione Antiochena e di cultura siriaca. I maroniti sono un gruppo di cristiani che (...)
Dettagli
San Charbel > Messa Del 22
Messa del 22 del mese
 
Il 22 gennaio 1993 è avvenuto un grande miracolo che ha per protagonista una signora libanese di nome Nohad al Chamy (vedi la testimonianza di questa donna ancora vivente a fondo pagina). San Charbel le ha praticato un grande intervento alla carotide e ogni 22 del mese il sangue continua a uscire dalle ferite che questa donna porta ancora sul collo.
 
In quest’occasione,
 
ogni 22 del mese, presso la Postulazione e in concomitanza con il Monastero di Annaya, viene celebrata una Santa Messa, per chi ci chiede un'intenzione particolare.
 
 
Per le richieste di intercessione da presentare durante la messa del 22 chiamare il nostro numero telefonico di Roma o inviare una email.
 
Fu proprio un 22 del mese dell’Anno Santo 1950, a segnare l’inizio di una quantità incalcolabile di guarigioni, come scrive l’autore del libro su san Charbel intitolato: “Il profumo del Libano”.
 
A pagina 202 e 203 leggiamo:
 
«Tutto era cominciato con l’esumazione del 22 aprile di quell’Anno Santo. Mentre si procedeva all’esame del corpo di Charbel, una folla numerosa e variopinta di pellegrini si era inerpicata fino ad Annaya, portandosi dietro un vasto campionario di malati: ciechi, sordi, muti, paralitici, cancerosi, e già prima che la commissione ufficiale  d’inchiesta portasse a termine il suo lavoro, si gridava ai miracoli. Lo stesso giorno 22 aprile, i monaci dovettero aprire un registro per la documentazione delle asserite grazie e riempivano pagine e pagine.
 
Annaya era diventata l’approdo della fede e della speranza di migliaia di afflitti, che bivaccavano intorno al convento e vegliavano presso il sepolcro glorioso, toccavano e baciavano la fredda pietra che li divideva dall’eremita. Le preghiere non avevano mai fine: giorno e notte si celebravano funzioni, benedizioni e processioni con il Santissimo Sacramento, con le immagini della Vergine e di San Marone…».
 
 
 
LA GUARIGIONE MIRACOLOSA DI NOHAD EL-CHAMI
 
22 GENNAIO 1993
 
«Sono Nohad, moglie di Semaan El-Chami del villaggio di Mzerib – Jbail (Byblos). Ho 55 anni e sono la madre di 12 figli: 7 maschi e 5 femmine.
 
La notte del 9 gennaio 1993 fui colpita da paralisi alla mano, alla gamba destra e alla lingua. Mi ricoverarono all’ospedale di Notre Dame Maritime a Jbail. Fui visitata dal dottor Joseph El-Chami, specialista in malattie cardiovascolari e nervose. Fui sottoposta a cure intensive prima di iniziare il trattamento con il dottor Antoine Nachanakian e il dottor Majid El-Chami, medico di famiglia.
 
          L’esame radiologico e gli accertamenti medici rivelarono che soffrivo di arteriosclerosi dei vasi del collo: il lato sinistro risultava colpito all’ 80% e il lato destro al 70%, fatto che mi causò un’emiplegia. Il medico mi disse che era una malattia incurabile.
 
     Mi consigliarono di tornare a casa, perché tre mesi dopo sarei dovuta entrare all’Ospedale Hôtel Dieu per un nuovo esame radiologico. I medici mi avevano già informato che era necessario un' intervento di angioplastica per dilatare le arterie ostruite.
 
          Il mio figlio primogenito Saad si recò in visita al convento San Marone di Annaya. Mi portò l’olio e un po’di terra della tomba di San Charbel. Quando mia figlia mi frizionò le parti malate, sentii un formicolio alla mano e alla gamba.
 
     Nove giorni dopo lasciai l’ospedale, ma dovevo rimanere in casa, a letto. I miei figli mi davano da mangiare e da bere con una cannuccia. Rimasi tre giorni in questo stato.
 
          Un giorno, mentre dormivo, sognai che salivo le scale dell’eremo di Annaya, partecipavo alla messa con i monaci e San Charbel mi dava la comunione. Il 22 gennaio 1993, nella notte tra il giovedì e il venerdì, sentii un dolore alla testa e alla parte destra del corpo. Allora pregai la Madonna e San Charbel. Dissi: “Che cos’ho fatto ? Perché sono rimasta paralizzata? Ho cresciuto dodici figli nella preghiera e con perseveranza. Non voglio imporvi la mia volontà, ma se volete guarirmi, fatelo, altrimenti lasciatemi morire. Fate come volete, accetto tutto!".
 
Mio marito e i miei figli uscirono per lasciarmi dormire e riposare. Alle 23, mentre dormivo, sognai un raggio di luce che entrava nella camera. Vidi anche due monaci che si dirigevano verso il mio letto. Uno di loro mi si avvicinò e mi toccò il collo. "Sono venuto ad operarti", disse. Lo guardai, ma non riuscivo a vedere il suo volto per la luce intensa che emanava dai suoi occhi e dal suo corpo. Con tono preoccupato gli risposi: "Padre, perché vuole operarmi ? Non mi è stato raccomandato alcun intervento”.
 
“Sì, un intervento è necessario. Sono Padre Charbel e ti opererò io stesso”. Allora mi girai verso la statua della Madonna che era lì vicino: “O Vergine, Intercedi per me! Come fanno questi monaci a operarmi e a suturare le ferite senza anestesia?”.
 
Allora vidi davanti a me la Madonna con i monaci. In quel momento sentii un dolore terribile, sotto le dita di San Charbel che mi premevano il collo. Alla fine dell’operazione chirurgica, l’altro monaco mi si avvicinò per aiutarmi a sedere. Prese un cuscino e me lo sistemò dietro la schiena. Quindi prese il bicchiere d’acqua che era presso di me, tolse la cannuccia, mi appoggiò una mano dietro la testa e mi disse: “Bevi”. Gli risposi: “Padre, non posso bere senza la cannuccia”. “Ti abbiamo operato. Ora devi bere, poi devi camminare”, replicò.
 
Più tardi, al risveglio, mi ritrovai seduta nella posizione in cui mi aveva messo il monaco. Mi accorsi anche che potevo bere normalmente. Vidi la statua della Madonna al suo posto sul tavolo, come al solito, e sentii un dolore acuto alla gola. Senza rendermene conto mi toccai il collo per vedere cos’era successo. Notai allora che la mano paralizzata si muoveva normalmente e anche la gamba.
 
Appena me ne resi conto, mi alzai e mi inginocchiai davanti all’immagine di San Charbel e della Madonna per ringraziarli. Subito dopo entrai in bagno e mi guardai allo specchio. Vidi due ferite sul collo, una a destra e l’altra a sinistra, di 12 cm circa ciascuna. Erano già le due del mattino. Mi precipitai nella camera accanto, dove dormiva il mio sposo. Svegliai mio marito Semaan, che sussultando gridò : “Perché ti sei alzata da sola ? Rischi di cadere a terra!”.
 
Alzai la mano e gli risposi : “Non preoccuparti, mi ha operato San Charbel e posso camminare”. La mattina mio figlio e mio marito mi accompagnarono all’eremo dei Santi Pietro e Paolo per esprimere la mia riconoscenza a San Charbel. Al ritorno, i vicini e i parenti che venivano a trovarmi regolarmente, rimasero sconcertati per la notizia che si era diffusa ovunque.
 
Ricevemmo inoltre molti visitatori provenienti da diverse regioni libanesi e dall’estero e la nostra casa si riempì di gente.
 
Una settimana dopo la mia guarigione, Padre Abdou Yaacoub, parroco di Halat, e il dottor Majid El-Chami mi consigliarono di trascorrere qualche giorno a casa di mio figlio per riposarmi. Ma quella notte San Charbel mi apparve e mi disse : "Non fuggire dalla gente e non mancare di fede. Ti ho ferito con la potenza di Dio, affinché gli altri ti vedano, perché molti di loro si sono allontanati dalla preghiera e dalla Chiesa; non rispettano più i santi. Tu non puoi fare niente per loro! Dì a chi ha bisogno di me che io sono sempre presente all’eremo. Ti chiedo di visitare l’eremo il 22 di ogni mese e di partecipare alla messa per tutta la vita”.
 
Il giorno dopo, al risveglio, vidi alcuni punti di sutura sulle ferite cicatrizzate. Tre fili sul lato destro e due sul lato sinistro.
 
Da allora non ho mai smesso di partecipare ogni giovedì, giorno del miracolo, alla processione di San Charbel qui da me ad Halat.
 
Il 15 agosto 1993, mentre ero in campagna, vidi in sogno San Charbel. “Nohad, recita il rosario a casa tua, ogni primo sabato del mese”, mi disse.
 
L’indomani mi alzai, come al solito, e dopo aver bruciato un po’ di incenso davanti all’altare e acceso una candela, iniziai a pregare. Guardando, vidi che dall’immagine di San Charbel colava olio. (Da allora non ha più smesso). Il 6 novembre, mentre per la prima volta partecipavo alla processione della Madonna, con diversi fedeli, dall'immagine di San Marone iniziò a colare olio. (Da allora non ha più smesso).
 
Il 2 settembre vidi Santa Rita in un sogno in cui pregavo davanti al santuario della Madonna in campagna. Mettendomi una mano sulla spalla, mi baciò sulla fronte e mi disse: “Mi rallegro, perché hai molta fede”.
 
  
 
Stavo per raccontarle ciò che era accaduto, ma mi prevenne dicendo : “Lo so. San Charbel ti ha operato. Il secondo monaco, quello che ti ha dato da bere, è San Marone».
 
 

 

Pagina Iniziale
Link Utili
Contattaci
San Charbel
Vita
Libri
Olio Benedetto di San Charbel
Messa Del 22
Novena di San Charbel
Guarigioni
Liturgia
Altri Santi
Santa Rafka
San Nimutallah
San Stephano
Libano
Chiesa Maronita
Ordine Libanese
Procura di Roma
Medias
Guest Book
Per La Chiesa Cattolica
San Charbel Roma
Copyright 2017