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Ordine Libanese Maronita
Ordine Libanese maronita: un ordine proveniente dal Libano facendo parte della chiesa cattolica orientale, di tradizione Antiochena e di cultura siriaca. I maroniti sono un gruppo di cristiani che (...)
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Guarigioni. 
  
Trascriviamo alcune delle guarigioni citate nel libro"Charbel Makhlof" autore Mons. Nasri Rizcallah in collaborazione con Gille Phabrey pubblicato nel 1950 dalle Edizione Paoline.
 
 
Miracoli al Libano
"Da qualche mese, non si parla d'altro in tutto il Vicino-Oriente, che dei miracoli del Padre Charbel. Dal Libano, dalla Siria , dall'Iran, dalla Turchia e dalla Transgiordania, folle importanti vengono a pregare vicino al corpo di questo monaco maronita, morto cinquantadue anni fa. Toccando il liquido che trasuda dalla roccia nella quale è sepolto l'eremita i ciechi ritrovano a vista, i sordi ascoltano, i paralitici si mettono a camminare. Abbiamo potuto raggiungere il R.P. Voillaume priore dei Piccoli Fratelli del Padre di Foucauld di ritorno dal Vicino-Oriente che ci ha dato a questo riguardo le spiegazione seguenti:
Il Padre Charbel è morto in odore di santità nella notte di Natale 1898. Era vissuto da eremita ad Anaya nella montagna stessa dove è oggi seppellito. Si dice che qui da quando era in vita ha compiuto miracoli. Quel che vi è certo, è che nei primi giorni di questo secolo, quando si aprì la sua tomba (era stato sepolto a contatto con la terra) si vide il suo corpo assolutamente intatto. Alcuni medici che assistevano all'esumazione notarono che il corpo sembrava che continuasse a vivere: ne usciva sel sudore, l'odore che esalava era quello di un vivo. Lo seppellirono nella cripta del convento e negli anni seguenti si procedè a nuove verifiche che dettero gli stessi risultati. Il corpo del monaco continuava a vivere. E' solo dal mese d'aprile scorso però che questo corpo ha cominciato a fare miracoli. Ma ad un ritmo incredibile, parecchi al giorno, a quel che si dice. Mi hanno citato dei casi di ciechi guariti, di gobbi raddrizzati, di paralitici che recuperano l'uso delle membra venendo a pregare nella cripta e stropicciando la parete della tomba. Cosa ancora più notevole: i miracolati ono sono solo cristiani ma anche musulmani. E per questo è corsa la voce in tutto l'Islam ed i malati accorrono da tutte le parti per pregare ad Annaya. Sono stato io stesso sulla montagna di Djebail. Lo spettacolo è straordinario. Decine di autocarri, centinaia di vetture private conducono nelle vicinanze una folla straordinaria che mi ha fatto pensare a quei cortei che dovevano seguire 2000 anni fa i passi di Nostro Signore. Gli ultimi chilometri debbono essere fatti a piedi, perchè il sentiero della montagna è troppo stretto per lasciare il passaggio a due vetture. Nella cappella, notte e giorno, centinaia di pellegrini si danno il cambio per pergare nella calma e nel raccoglimento, musulmani e cristiani confusi. Ciò lascia un'impressione di fede profonda. Credo che ci siano tanti miracoli di conversione quanti di guarigione, se non di più. "
 
 
 
 
Da una lettera indirizzata all'autore dal Prof. Dr. A.V. Spaeth M.D., di Cleveland (Ohio), al corrente dei prodigi di Anaya, estrapoliamo la seguente frase:
"Ho provato gli effetti di una forza così schiacciante che ho capito a qual punto si imponeva il dovere per me di portare il gran messaggio a conoscenza dei miei compatrioti ameericani e con tutti i mezzi di cui posso disporre. Ognuno deve venire ad abbeverarsi a questa sorgente benefica di forza e di serenità".
 
 
 
Guarigione del notabile Cheikh Nadim Takieddine.
Lo Sceicco Nadim Takieddine di religione drusa, è il fratello di S.E. Bahige Takieddine, Ministro dell'Agricoltura, di S.E. Khalij Takieddine, Ministro del Libano a Moscia, e di M. Mounir Takieddine, Direttore Generale della Difesa Nazionale.
Egli soffriva da quattro anni di una sordità che si andava sempre più aggravando. Grandi specialisti come il Dott. Oliver, dell'Ospedale Americano, e il Dott. Diab affermarono che il timpano era perforato e che non c'era nessuna speranza.
In seguito ad una visita ad Anaya, l'ammalato è ritornato completamente guarito.
 
 
Guarigione di Antonio Rabbat.
Tutti, a Beirut conoscono Antonio Rabbat di Via CLemenceau, che rifiutava la carità e che malgraso la sua infermità, faceva il venditore ambulante. La sua mano destra, completamente atrofizzata e paralizzata non gli permetteva nessun movimento ed i clienti dovevano prendere da loro dalla tasca destra di Rabbat la tavoletta di cioccolata che compravano. Quando riusciva a prenderla da solo era per lui un grande sforzo.
Abbiamo veduto Rabbat al suo ritorno da Anaya, egli alza le sedie, porta le valigie: è completamente guarito e potrà lavorare normalmente.
 
 
La fotografia miracolosa.
Nel giugno 1950, un religioso libanese della Congregazione dei Missionari Kraimites, il Frate Elia Nahra, e i suoi quattro alunni si fanno fotografare presso l'eremo di Anaya.
Ora, la lastra, accuratamente svipuppata, rivela davanti al gruppo la fisionomia debitamente autenticata dal monaco Charbel Makhlouf, morto mezzo secolo fa! E' provato che il santo eremita non era mai stato fotografato. La negativa è stata verificata dagli esperti più qualificati che l'hanno riconosciuta assolutamente normale. E' conservato dall'Ordine Libanese Maronita come unico ed autentico documento.
 
 
Rapporto del Dottor d. Rchani sulla guarigione della signorina Hassan Mouhayer.
Conosco Hassa, figlia di Mansour Mouhair, da ventidue anni. Ero il medico di famiglia. In seguito ad una caduta fatta all'età di sei mesi, la gamva destra era più corta di 3 centimetri della sinistra, ciò che provocava una claudizione notevole. Ho esaminato la giovane dopo la visita alla tomba del servo di Dio, Charbel ed ho trovato che la tara era sparita. Hassan non zoppica più. Aggiungo che, nel corso degli anni precedenti, essa aveva consultato numerosi medici per tentare di ottenere un miglioramento, ma senza ottenere alcun risultato.   Chouéfat, 14 maggio 1950.
 
 
Il 4 agosto 1950, si è di nuovo proceduto all'apertura della tomba in presenza di numerose autorià civili, mediche e religiose fra le quali si notavano: il Sig. Direttore Generale della Giustizia; due segretari della Segreteria di Stato di S.Santità; Mons. Cherubini e Mons. Travia; il R. Padre Ignazio Maroun, Direttore del Collegio della Saggezza di Beirut. Gli spettatori poterono constatare che la traspirazione di sangue ed acqua, già segnalata al momento dell'esumazione del 22 aprile 1950, continuava a prodursi. Gli abiti cambiati e il corpo rimase esposto per parecchie ore alla contemplazione dei pellegrini e degli ammalati che sfilavano contenuti da un servizio d'ordine regolamentare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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